giovedì, Ottobre 28, 2021
Vedere per gli altri: il lavoro dell’assistente alla comunicazione

Vedere per gli altri: il lavoro dell’assistente alla comunicazione

Vi siete mai chiesti come una persona non vedente può seguire le lezioni alla lavagna?

La persona non vedente viene supportata da un assistente alla comunicazione che lo potrà seguire sia in classe sia a casa. Si tratta di una figura specializzata in questo lavoro che deve trovare la giusta sintonia con lo studente.

Se volete saperne di più, leggete l’intervista a Antonio Ferri, lo specialista, l’amico, che mi supporta da 13 anni.

In cosa consiste il tuo lavoro?

Consiste nel facilitare la didattica, l’orientamento, la mobilità e l’inclusione degli alunni con deficit visivo. Ovviamente ogni situazione lavorativa richiede un percorso diverso, le situazioni cambiano a seconda del residuo visivo, gli alunni ciechi ovviamente usano il codice Braille mentre gli alunni ipovedenti si differenziano di caso in caso. 

Che cosa è il Sant’Alessio e che cosa fa?

Il centro regionale Sant’Alessio é un’azienda di servizi alla persona con deficit visivo, al suo interno vi sono varie figure, partendo dall’alto troviamo la riabilitazione, logopedisti, psicomotricisti, tifloinformatici. C’è  poi la figura del tiflodidatta che lavora principalmente nelle scuole e a domicilio. 

Come funziona il Braille?

Il codice Braille è il metodo di lettura e scrittura per i ciechi. Avviene tramite l’utilizzo di una tavoletta Braille (ora ovviamente si usano mezzi tecnologici come la barra Braille a 8 punti).

Il codice alfabetico alla base del Braille é composto da 6 punti disposti all’interno di un rettangolo. La combinazione di essi è possibile in 64 modi differenti e permette alla persona con disabilità visiva di comunicare. 

Quali strumenti si usano a scuola per le persone non vedenti?

  • Computer con sintesi vocale Jaws
  • Barra Braille a 8 punti collegata al pc stesso (legge tutto quello che c’è scritto sul monitor del PC) 
  • Dattilo Braille (stesso sistema della barra ma senza computer)
  • Bastone per l’orientamento e la mobilità 
  • ingranditori per ipovedenti
  • Quaderni con quadretti grandi per ipovedenti
  • Alla materne ed alle elementari si usa il casellario Romagnoli (strumento che facilita i prerequisiti alla scrittura e lettura braille, tramite l’orientamento negli spazi, praticamente si acquisiscono i concetti topologici, alto, basso, sopra, sotto, destra, sinistra)

Come funziona l’inclusione a scuola dei ragazzi non vedenti?

Riguardo la mia esperienza, ho notato che ci vuole un forte spirito di socializzazione da parte dell’assistente e dell’insegnante di sostegno (bisogna SORRIDERE e FAR SORRIDERE I RAGAZZI, BASTA CON NOIA E PIETISMO) perché in molti casi i bambini – ragazzi si trovano in imbarazzo e senza mezzi nei confronti della cecità, che si differenzia, a mio modesto parere, da tutte le altre disabilità. Sinceramente in rarissimi casi ho effettivamente visto una vera e propria inclusione, magari si crea una buona situazione a scuola ma fuori il vuoto. L’unico ragazzo che ho visto crescere ed integrarsi al 100% è l’intervistatore Rajendra Nicosia (ride…) che grazie al suo spirito e alla sua energia positiva ha sempre coinvolto tutti nel suo mondo (Che è troppo FIGO)

Secondo te sono cambiate le cose nel tempo?

Essendo ancora abbastanza giovane non ho visto troppi cambiamenti, l’unica nota positiva, nelle scuole, è stata l’ingresso di insegnanti molto giovani, che rispetto alla vecchia scuola sono molto più preparati e soprattutto rilassati (anche se ovviamente non mancano le eccezioni).

Ringrazio l’intervistato Antonio Ferri per la sua disponibilità e la sua pazienza.

Spero che l’intervista possa aver contribuito ad aumentare la conoscenza rispetto agli strumenti utilizzati nelle scuole per supportare gli alunni non vedenti o ipovedenti.

Raji Nicosia

Sociale

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